Uno dei miei rapidi aggiornamenti sulla saga "Le avventure di Saretta".
Nelle puntate precedenti: la nostra eroina acquista un notebook per consolarsi dalle delusioni derivanti dalla stesura della tesi...riuscirà Saretta a non devastare il computer prima ancora di cominciare ad utilizzarlo? Uscirà dal tunnel della disperazione e dell'inettitudine nel quale l'ha cacciata una tesi che odia con tutta sè stessa?
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Dunque, mettere a posto il portatile non è esattamente un gioco da ragazzi. Fortunatamente sono fidanzata con un piccolo genio e imparentata con un guru dell'informatica, che mi hanno dato precise istruzioni sul da farsi. Nel giro di poco ho imparato a fare i dischi di ripristino, deframmentare, partizionare il disco creando pure uno spazio apposito per il file di paging (cosa che, a quanto pare, non fanno tutti), cambiare utente, scaricare aggiornamenti vari, modificare la fastidiosissima "Vaio Gate", una barra di icone per accesso rapido a varie robe. Non male, considerando che sul lavoro già mi considerano Einstein quando riesco ad avviare CCleaner (...capite perchè poi l'autostima si risolleva solo sul posto di lavoro?).
Rispetto alla tesi, stendiamo un velo: non capisco cosa devo fare, ogni giorno mi sembra di aver avuto l'intuizione del secolo e il giorno seguente va tutto a rotoli. E la mia referente, in ciò, è praticamente inesistente. Tipico atteggiamento da docente: non spiego per spiegare, ma per esaltarmi ascoltandomi parlare.
Il peggio è che divento inesistente per il resto del mondo, perchè mi arrovello e non ho tempo di pensare a nient'altro...mi sentirei in colpa se pensassi ad altro o se fossi spensierata, considerando che non riesco a star dietro ad una cosa che dovrei saper fare.
Questo è quanto.
Alla prossima puntata, gentili spettatori.
Week-end altalenante...umore altalenante. Più si avvicina la fine dell'università, più non vedo l'ora di uscirne...salvo, nel contempo, rendermi conto di essere spacciata. Ogni volta che comincio una cosa è sempre la solita storia: cinque anni di grafico pubblicitario per poi dire "No, non voglio fare questo lavoro!"....altri sei di psicologia e mi ritrovo con lo stesso risultato. Come faccio a non essere arrabbiata, ora che non ho più possibilità?
Basta, non ho voglia di scrivere.
Ho poco tempo, fra un pò vado in ufficio. In realtà, anche se sono solo a metà giornata (nemmeno), ho già fatto un giro a Torino per recuperare altro materiale per la tesi e, siccome sono una gran fan dei chilometri macinati a piedi, sono tornata a Porta Nuova passeggiando sotto i portici del centro. Premesso che odio Torino (caos, traffico, smog, troppa gente, ecc...) ma trovo che in questa stagione offra scenari fantastici, in realtà il mio lato "frivolo", ha direzionato l'occhio verso le vetrine dei negozi. Ora, che andassero di moda gli anni '80 già si sapeva, e non ho nulla contro, anzi, ci sono molte cose carine (per quanto un pò trash) da indossare. Ma io sono in "sciopero acquisti". Eggià. Perchè è innegabile che qualche chilo lo devo perdere. Ma ho detto qualche chilo. Se anche arrivassi a pesare 53 kg (ben al di sotto del mio peso-forma), non riuscirei mai e poi mai ad infilarmi in skinny dalle taglie RIDICOLE (in alcuni negozi la "XL" corrisponde ad una 40-42 scarsa). Ora, a me risulta che le donne degli anni '80 non fossero tutte scheletri con le scarpe e che, anzi, il fisico medio fosse abbastanza "pienotto"...MA COME CACCHIO E' CHE TUTTI GLI STILISTI SOSTENGONO DI VOLER INTRAPRENDERE CAMPAGNE CONTRO L'ANORESSIA E C'E' GENTE CHE GLI CREDE??? I pochi che, più per una rivalutazione d'immagine che per altro, hanno organizzato un paio di sfilate per taglie forti (dove, anche quì, con "taglia forte" s'intedeva una 42-44 il più delle volte), sono stati commentati con frasi del tipo: "W la rivincita delle grasse". GRASSE?????Sessanta chili per un metro e settantacinque e ti considerano GRASSA??????
Non è che voglio lanciare anch'io la mia causa in stile "chi mi ama mi segua", e non è che dico nulla di originale...ma siamo in democrazia, se uno non vuole ammalarsi, avrà pur diritto a trovare un paio di pantaloni o una maglia nei quali entrare! Con un certo sforzo, riesco ancora a ficcarmi addosso una 42...ma qualcuno mi spiega perchè poi ci devo fare un orlo di dieci centimetri abbondanti? Cioè, io dovrei essere una taglia 42 con uno stacco di coscia di 90 cm???????
MA CHE SE NE VADANO TUTTI UN PO' AFFANCULO!!!!!
I'm singing in the rain, I'm singing in the rain...
tempaccio schifido! Com'è la situazione nel resto d'Italia? Quì a Torino si comincia a battere i denti, ho dovuto tirar fuori la giacca più pesante (il chè significa che a Dicembre mi resterà solo più la giacca da sci che non ho perchè, come tanti sanno, provo repulsione per lo sport).
Alla fine sono stata alla famosa cena del venerdì, disertando l'uscita abituale con amici e fidanzato. Siamo state al ristorante brasiliano, che non avevo mai provato...se siete vegetariani, stateci alla larga!!!!Ho mangiato tanta di quella carne da poter rimanere senza fino a fine anno. E non fatico a capire come gli eschimesi abbiano una vita media molto breve, mangiando solo ed esclusivamente carne. Sottofiletto, costine, prosciutto, pollo, tacchino e moltissimi altri tipi di carne, tutta abbrustolita e accompagnata da salsine spettacolari. Ci hanno abbrustolito persino l'ananas...per non parlare del portafoglio. Il brasiliano è caro, forse tra i ristoranti etnici più cari insieme a giapponese e argentino.
Ieri pomeriggio invece, giretto alle Gru per rimediare un paio di jeans alla sottoscritta...l'ultimo paio senza buchi ce l'avevo addosso da tre giorni, nella speranza che mia madre rammendasse le altre due paia. Ma la mamma si è rifiutata, sarebbe stato il quarto rammendo e mi ha detto senza mezzi termini che non potevo seguitare a presentarmi in ufficio vestita da stracciona. Che tutti i torti non ce li ha, peccato che io detesti andare in cerca di jeans. In ogni caso, alla fine ne ho trovato un paio in saldo a 19, 98 euro. Va benissimo, almeno non ho dovuto spendere troppo per una cosa tanto noiosa quanto un paio di jeans.
In serata io e Pigna ci siamo dedicati, come ogni sabato, all'arte culinaria, preparando un piatto leggero con pollo, uvetta e peperoni, il tutto condito con cumino, salvia, sale e pepe. Solo 240 calorie ed è davvero gustoso.
Dopo aver finito di guardare Lady in the water, un film molto tenero tutto basato su metafore, ce ne siamo andati alla festa di un amico dalle parti di casa mia. Avrei un bel pò di foto, ma sono stata minacciata di morte se solo mi azzardo a pubblicarle...minaccia comprensibile, dato lo stato psicofisico di certi soggetti.
In tutto ciò, il mio inconscio deviato quasi mi faceva scordare la cosa più importante: sono stata dalla prof., che mi ha rifilato un lavoro da portare a termine per la tesi...da portare a termine in una settimana. Sì, acceleriamo i tempi per cortesia, che non vedo l'ora di sbarazzarmi dell'università (o che l'università si sbarazzi di me).
Bien, vado a godermi l'ultimo giorno del mio concitato fine settimana...buon divertimento a todos.
Voi come vi comportereste se una tizia che avete aiutato (nemmeno un'amica) ha provato a sfruttarvi e, con la faccia più tosta del mondo, ora chiede di nuovo aiuto fingendo di aver dimenticato il debito che ha nei vostri confronti??? E se in mezzo a 'sto casino fossero coinvolte altre persone, completamente all'oscuro di tutto, che seguitano a chiedervi di dare una mano alla tizia? E se voi non aveste nè il cuore, nè il coraggio di raccontare i motivi reali del vostro rifiuto a dare ulteriore aiuto ad una persona del genere (anche se riconoscete che, oggettivamente, ne avrebbe bisogno)?
In tutto ciò, mi fa veramente rabbia la gente, tutta quanta. Cerchi di dare una mano disinteressata, senza chiedere assolutamente niente in cambio...e loro rispondono cercando di fottere l'unica persona che ha aiutato senza pretendere. Allora la gente merita di essere aiutata? Sì???Comincio ad avere dei dubbi. Comincio a credere che io ho solo avuto la "sfiga" di nascere nel lato fortunato del mondo, e in questo modo non posso permettermi simili discorsi...ma le persone sono tutte uguali, tutte quante, ricchi e poveri. I ricchi fanno gli stronzi perchè hanno i soldi, i poveri sognano di farlo non appena riescono a rimediare dei soldi. La classe media oscilla continuamente fra i due poli, perchè non appartiene nè all'una, nè all'altra categoria. Ma in fondo, siamo tutti merde uguali.
Orbene, dovete sapere che la mia famosa lista delle cose da fare prima della "dipartita"é infinitamente più lunga di quella postata tempo fa su Splinder. E tra le bizzarrie incluse nella lista, c'è anche l'organizzazione di un megaparty di Capodanno. Il perchè, francamente, lo ignoro. Posso solo fare ipotesi, e fra queste ficcateci pure uno smisurato egocentrismo, manie di protagonismo, gusto per la sfida, e quant'altro ci possa essere di odioso e frivolo. Ma ho premesso sin dall'inizio che conosco poco me stessa e che questi colpi di testa stupiscono me in prima persona. So che questa "genialata" mi regalerà un sacco di grane: probabilmente, se la festa riuscisse, io non ne godrei fino in fondo, dovendo porre attenzione all'incolumità della location, agli imbucati e ancor prima al reperimento del luogo e a come "ammortizzare" i costi. E nonostante tutto, la faccenda mi piace. Inconscio desiderio suicida? Boh, forse. E' che ogni Capodanno sento solo gente che si lamenta, che vorrebbe strafare senza spendere un centesimo o, all'opposto, sarebbe disposta a spendere un mucchio di soldi (e ritengo la cosa una vera cazzata), ma non sa nè come nè dove. E se tutta questa gente, semplicemente, si mettesse assieme e, anzichè lamentarsi e basta, cominciasse a creare? CREARE, è una parola che mi piace moltissimo.
Così, in un momento di follia, ho sparso in giro la voce che sto cercando una location per Capodanno. E ho già ricevuto una risposta, in qualcosa come un'ora. Sarà destino o Dio che intende punirmi per la mia esuberanza?
Wow, quante domande. Comunque non cerco risposta, il bello di essere me è non sapere mai un benemerito cazzo del domani.